|
Inviato da Mario De Luca
|
|
venerdì 05 febbraio 2010 |
Che era una pazzia, ve lo avevamo anticipato.
Ci è andata bene perché gli affezionati (coloro che ci vanno costantemente da anni) di Elefantentreffen ne hanno visti di peggiori. L’avventura per alcuni di noi (io, Ivano e Arturo) parte da Modena, dove iniziamo il viaggio con Antonio che era già lì per motivi di lavoro. Aurelio, Francesco, Pasquale e Nello hanno scelto invece di fare in moto anche il noioso viaggio di trasferimento fin su. 
Ci ritroviamo tutti a Verona, giovedì sera, per la necessaria tappa prima di aggregarci il giorno dopo ai circa trenta amici del Visconteo e raggiungere insieme Monaco di Baviera.
Brividi sul Brennero (anche -10°) e immediato collaudo dell’inconsueto equipaggiamento: le goffe muffole (miracolose contro il freddo alle mani); la visiera doppio vetro antiappannante (indispensabile perché a quelle temperature far entrare anche solo uno spiffero per più di qualche secondo garantisce un’immediata nevralgia); la goletta stagna che ha trasformato il casco in una sorta di scafandro e l’efficace abbigliamento intimo wind-stopper. Qualcuno di noi, più previdente e freddoloso, ha inserito anche la spina per un’ulteriore dose di tepore. Entriamo, dopo il passaggio in Austria, nell’innevatissima Germania, che da anni non conosceva un periodo così “bianco”. Tutto normale fino a pochi chilometri da Monaco quando una leggera nevicata ci ha fatto immediatamente capire che non sarebbe stata una semplice e rilassante passeggiata, la nostra. Doccia bollente in albergo, successivo briefing con gli amici di Milano e poi tutti a bere birra nella caratteristica Festival Hall dell’HofBraühaus. Durante il rientro in albergo una leggera ma insistente nevicata non faceva promettere niente di buono per il giorno dopo. Infatti sabato mattina, i primi problemi si sono presentati nel tenere stabili le moto sull’insidioso asfalto delle strade cittadine. Una volta fuori Monaco però, le cose miglioravano e l’autostrada si presentava libera ma non senza insidie, tant’è che uno del Visconteo perdeva il controllo della moto cadendo rovinosamente senza, per fortuna, conseguenze gravi: moto rotta ma lui incolume. Arriviamo finalmente nella “fossa”, dopo 150 chilometri di autostrada e circa 20 percorsi nella fitta foresta bavarese. Lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi è, almeno per noi, inusuale: veri bikers erano accampati con la loro tenda, oramai completamente coperta dal metro è più di neve, e affianco il loro ferro. In quello che sembrava un accampamento indiano, era difficile capire se il fumo che saliva dalla neve era quello dell’improvvisato barbecue o della motocicletta messa in moto per riscaldarsi. A dire il vero, dallo “ stupefacente” odore, sembrava altro. Il tempo di fare un giro, di mangiare un panino e di scattare qualche foto, poi di nuovo in moto per rientrare a Monaco prima che ghiacciasse. Precauzione inutile: a trenta chilometri da Monaco ci sorprende una nevicata, questa volta fitta, che ci costringe prima a lasciare temporaneamente l’autostrada e poi a percorrere i 10 chilometri che ci mancavano per raggiungere l’albergo, sempre con i piedi per terra nel tentativo, non sempre riuscito (come nel mio caso), di tenere dritta la moto. Il rientro in albergo ci vedeva tutti soddisfatti per esser riusciti nell’impresa, nonostante i problemi. Inevitabile la serata in birreria (Haxnbauer) a bere e mangiare (stinco chiaramente), questa volta senza limiti perché il rientro in albergo era previsto in taxi e poi perché il giorno dopo saremmo partiti con comodo alle 9. La mattina dopo c’era il sole ad aspettarci, sole che ci ha accompagnato per tutto il viaggio di ritorno, ma che solo in parte ha attenuato i problemi dovuti al pungente freddo: abbiamo percorso i 550 chilometri che separano Monaco di Baviera da Modena senza che mai la temperatura salisse al di sopra dello zero. Tutto sommato una bella esperienza, che abbiamo vissuto come volevamo: senza rinunciare alle comodità (albergo, serate in birreria) e agli aiuti che la tecnologia ci mette a disposizione (equipaggiamento termico, accessori , ecc.). Nella “fossa”, a Thurmansbang, abbiamo comprato una placca dell’Elefantentreffen alla quale vanno appese le medagliette con l’anno di partecipazione. Noi abbiamo messo la prima – quella del 2010 – adesso tocca a voi aggiungere le altre.
Mario De Luca e Antonio Capezzera Ivano Gargiulo Arturo Naddei Aurelio Punzo Francesco Pilato Nello Stravino Pasquale Corvino
e gli angeli custodi Erminio Tortora e Franco Dente (sono venuti in auto pronti ad intervenire nel caso ce ne fosse stato bisogno)
|
|
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 24 marzo 2010 )
|